La società ai tempi del COVID19

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Covid-19

“L’istruzione e la formazione sono le armi più potenti che si possono utilizzare per cambiare il mondo”

Nelson Mandela

Che cos’è il Coronavirus?

I Coronavirus sono una vasta famiglia di virus, simili al noto ceppo dei virus influenzali, che possono esternare i loro sintomi in varia forma, dal comune raffreddore a malattie più gravi coma la sindrome respiratoria acuta grave (SARS). La malattia provocata dal nuovo Coronavirus viene scientificamente denominata COVID-19, che come detto in precedenza rinviene dallo stesso ceppo virale dalla già nota SARS.


La domanda più ricorrente in questi ultimi giorni è “quanto è pericoloso il Covid-19?”


E’ difficile rispondere a questa domanda in tempi come questi, con l’incessante e la varia sintomatologia da manifestazioni più o meno gravi. Alcune persone, i cosiddetti “asintomatici” si infettano ma non sviluppano alcun sintomo, o comunque sviluppano sintomi lievi come una semplice tosse e qualche decimo di febbre.

Altri invece sfociano in una forma più grave di influenza. Per le complicazioni di natura respiratoria, il rischio diventa esponenziale e vitale per i soggetti over 70 o per persone affette da sintomatologie cardiache e/o respiratorie di tutte le età.  

Con assoluta certezza il Covid-19 diventa pericoloso nel momento in cui non rispettiamo le regole base di igiene e di una civile convivenza, in un momento così delicato per il Nostro Paese. L’elemento di maggiore preoccupazione, il cosiddetto “indice di contagiosità” – RO” è di 2,5 (ovvero un infetto può contagiare fino a 2,5 persone, per capirci lo stesso indice per la c.d. “spagnola” era di 2,1).

E’ sufficiente, ma indispensabile, a parere di chi scrive, rispettare il Decreto Legge emanato nei giorni scorsi. In particolare il DPCM dell’8 Marzo 2020, con il quale il Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, dopo aver integrato le disposizioni già vigenti con il DPCM del 4 Marzo 2020, ha disposto misure ‘stringenti’ riguardanti il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del Coronavirus: “io resto a casa”.


Il DPCM dell’8 Marzo 2020 sostituisce i DPCM del 1 e 4 Marzo e dispone nuove misure di contenimento dell’epidemia.


Credo che un siffatto invito alla cittadinanza, non sia per mero egoismo, ma per tutelare i cittadini e per mantenere integro il rispetto di uno dei principi fondamentali della nostra Costituzione, il diritto alla salute (art. 32 Costituzione).

E’ necessario fare appello al senso civico di ognuno di noi.

E’ necessario adottare un atteggiamento di fiducia negli altri orientato alla disponibilità a cooperare per il miglioramento della società in cui viviamo.

Alcuni studiosi quali Putnam, Sabatini e Cartocci hanno provato in passato a misurare in Italia il senso civico. Dai loro studi emerge che gli atteggiamenti di fiducia o sfiducia hanno radici storiche ed economiche.

In particolare uno studioso che ha analizzato le relazioni sociali in un piccolo paese della Basilicata nel primo dopo guerra, affermando che la principale legge che guida il comportamento degli individui nella nostra società è quella del “familismo amorale”, vale a dire:

“Fregatene degli altri, cerca di ottenere in ogni modo i maggiori vantaggi per la tua famiglia, e comportati come se tutti gli altri si comportassero in questo modo”

(Banfield).

La situazione che stiamo vivendo in questi giorni non è tanto diversa. Nel nostro Paese vige un clima di sfiducia per l’altro e di poco rispetto reciproco.

L’atteggiamento individuale, oltre che influenzato dalla nostra famiglia, dalla nostra cultura, è influenzato dagli accadimenti nazionali e dai comportamenti degli altri nei nostri confronti. L’acme di questa manifestazione è stata raggiunta dalle manifestazioni confusionarie e di panico viste alla stazione di Milano negli scorsi giorni.

Fa specie dover parlare di questi fenomeni perché ci siamo sempre detti che la generazione dei Millenials è la più colta ed istruita degli ultimi due secoli.

La realtà ci dice che alla prima difficoltà che si è presentata davanti ai loro occhi, si sono dimostrati incapaci di gestire le proprie paure, disvelando una aggressività non di poco conto e facendo leva su atteggiamenti compulsivi isterici, soprattutto nelle grandi città, dove la nuova ordinanza ha fatto riprendere gli assalti ai supermercati ed ai beni di prima necessità. 

Ci sentiamo di voler condannare in parte i mass media nell’esposizione dei fatti, che hanno esasperato il fenomeno. Ancora una volta i media hanno avuto il forte potere di distruggere e non creare il senso civico.

A ben poco servono gli ammonimenti che passano in TV se alla prima occasione utile, per la logica del clickbait o della news secondo per secondo, distruggiamo ogni convenzione sociale ed ogni buona prassi del vivere civile comune.

In collaborazione con Alessandro Lardo.

COVID19 | Numeri e Grafici della Pandemia Giorno per Giorno
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