Cultura e Turismo: “lo slancio in più” per riscattare l’Italia.

Cultura e Turismo.

Oggi il comparto Turismo-Cultura “cuba” circa il 12% del Pil.

E’ ovvio che un Paese come il nostro, che detiene i due terzi dei beni artistici mondiali, potrebbe e dovrebbe pretendere ben di più.

Il recente annuncio, lusinghiero a prescindere, di Franceschini sull’andamento dei visitatori dei Musei in Italia nel 2017 rimarca come il driver della Cultura per il nostro Paese risulti, collegato al Turismo, sempre più essenziale (assieme a quello dell’Energia), vieppiù nella congiuntura storica che ne sta trasformando il tessuto economico dall’entrata in scena dalla Globalizzazione.

Comparto Cultura-Turismo.

Immaginare un 20% di Pil realizzato da questo comparto significherebbe poter assorbire in modo anticiclico le ingiurie della crisi di molti altri settori (come quello edilizio, dimezzatosi, che prima della crisi degli ultimi anni rappresentava oltre il 15% del Pil italiano) con automatiche ricadute occupazionali stabili.

Molta però è la strada da fare, specie considerando che per decenni la Cultura è stata sfruttata dalla Politica come ufficio di collocamento per sodali vari.

Un dato su tutti.

In Italia ci sono 4500 musei (con relativi Cda, Direzioni e addetti) che realizzano 200 milioni da sbigliettamento per 50 milioni di presenze di visitatori.

Il Louvre da solo, rispetto a tutta l’Italia (nonostante la difficile situazione parigina susseguente al calo dei turisti, causa Terrorismo), incassa un terzo con un sesto di visitatori.

La cultura a Parigi

Questo significa un‘inefficienza doppia del Sistema museale italiano rispetto a quella più prossima con la quale competiamo come il Louvre.

Lo stesso Louvre (peraltro destinatario, come pure il Sistema museale italiano, di ingenti contributi pubblici) sostiene costi del personale attorno alla metà del fatturato.

La variegata situazione italiana invece, trova realtà museali (anche famosissime) pubbliche che perdono milioni e milioni all’anno in presenza di un centinaio di migliaia di biglietti venduti; anche a causa dell’imponente carico del personale.

Vanno significativamente portate avanti progettualità coraggiose in grado di richiamare ancor più pubblico con affascinanti contaminazioni artistiche.

Ricordiamo quelle ideate dal Museo di Capodimonte, che l’anno passato è entrato nella “top thirty” della musealità nazionale attraverso il connubio tra arti visive e musicali.

Va messa a frutto ancor più l’eccellenza

nella peculiarità internazionale del nostro Paese.

Ci sono Paesi importanti e molti “liquidi” worldwide disposti a impegni finanziari o di scambio merci (cioè opere d’arte) imponenti pur di avere sul loro territorio delle Mostre temporanee di eccellenze artistiche italiane.

E bisognerebbe accontentarli, dunque, solo che manca in vari casi la professionalità.

Capita purtroppo, a dissertare anche solo per pochi minuti con soggetti nominati come responsabili di strutture museali importanti italiane, che non raramente si evinca un senso di inadeguatezza dell’interlocutore, specie se dovesse confrontarsi con realtà internazionali di alto livello.

Competenza assoluta, capacità manageriale elevatissima e profonda internazionalizzazione anche delle interrelazioni personali. Sono i tre requisiti sempre più da esigere, sine qua non, dai responsabili delle strutture museali italiane.

Se la Politica farà propria questa “vision” i risultati prospettici potrebbero essere sorprendenti, financo molte volte tanto gli attuali.

“il Progresso online”

Paolo Turati

Economista, imprenditore, professore a contratto e referente di Corso di "Economia degli investimenti" alla Scuola di Studi Superiori dell'università di Torino dove è Laureato presso la Facolotà di Economia e Commercio. Saggista, scrittore, editorialista e giornalista pubblicista, art market advisor e consulente in materia di Mercati finanziari internazionali; curatore artistico, presidente di enti culturali e consigliere di amministrazione di associazioni di consumatori e di business social networking. CENNI BIOGRAFICI E PROFESSIONALI SU PAOLO TURATI Laureato in Economia e Commercio, l’Economista ed imprenditore torinese Paolo Turati, classe 1958, sposato con due figli, già Procuratore generale di Agente di Cambio, è stato per anni Commissionario in titoli e valori di Borsa e ha nel corso del tempo ricoperto ruoli apicali nei Consigli di amministrazione di varie Società di Capitale operanti nel settore finanziario( Cogerim Srl, Miras Spa, Manitoba Spa, Ciemmepi Srl). Scrittore di numerose opere saggistiche e narrative edite, diffusamente accreditate in Italia ed all’estero presso numerose Istituzioni( fra cui il Rijsksmuseum di Amsterdam, la Biblioteca Max Planck di Monaco di Baviera, la New York Public Library, L'Università di Heidelberg, l'Accademia di Brera a Milano, Palazzo Grassi a Venezia), editorialista, giornalista pubblicista, già per anni titolare di spazi televisivi in rubriche economico-finanziarie, collezionista e studioso delle Arti figurative, circa le quali è esperto nonché advisor di quel Mercato( è, tra l'altro, autore del Saggio sull'Art Market internazionale, adottato anche a livello universitario, “Arte in vendita”, Ed. Ananke, 2009, Prefazione di Ugo Nespolo, nonché di biografie di grandi Artisti del passato come Il Caravaggio, Ed. Ananke, 2005, e Jan Vermeer, Ed. Ananke, 2007, oltre che di personaggi storici come il Console Stilicone, Ed. Morea, 2006, e il Faraone della V Dinastia Neferefra, Ed. Ank. Cerriglio, 2003) ed organizzatore e curatore( a Torino, nel recente passato, delle Mostre su Hans Hartung “Lo Slancio”, con Catalogo edito da Allemandi, al MRSN e “Luigi Spazzapan” al MIIT) di eventi artistici nazionali ed internazionali( parimenti nel recente passato, a Torino, ha, tra l'altro, promosso e contribuito primariamente a rendere nuovamente possibili dopo anni le previews delle Aste di Christie's alla Pinacoteca dell'Accademia Albertina) anche per primari Enti istituzionali in campo economico e museale wordwide e Amministrazioni pubbliche( fra i più recenti, il Comune di Riccione, con la Curatela a Villa Mussolini di Fontana e Paesaggi e paesaggi) , nonché cultore e praticante di quelle musicali, opera altresì in diverse attività differenziate, dall’Imprenditoria in campo finanziario e organizzativo con Tactica, di cui è Presidente e fondatore, al Terzo settore ed al Business Social Networking attraverso realtà quali l’Associazione Consumatori Piemonte-federata nazionale Confconsumatori e Torino In Business Social Network( ente da dieci anni leader nazionale nel Business Social Networking per la co-fondazione del quale ha ricevuto il Premio Odisseo 2016), dei cui boards fa parte, alla ricerca Sociopolitica, con Magna Carta Nord-Ovest, che presiede, C.C. la Fondazione Magellano, che ha co-fondato, e Idea, della cui Direzione nazionale e del cui Comitato dei Garanti fa parte, al comparto Agroalimentare sostenibile con Vasagri, della quale è Fondatore nonché Amministratore da circa trent'anni, alla Solidarietà attraverso Organizzazioni quali il Lions Club International, nei quali è stato, fino a quest'anno, nel ventennio passato, Presidente e ripetutamente Officer Distrettuale, all'insegnamento universitario quale docente e referente del Corso di Economia degli investimenti( con parte del Programma d'insegnamento espressamente dedicato anche all'Art Market internazionale) alla Scuola di Studi Superiori dell'Università di Torino nonché presso altre istituzioni formative, al campo dello sviluppo dell'attività sportiva, dove, peraltro, vanta trascorsi agonistici di rilievo nazionale in discipline quali lo sci alpino, il ciclismo e il motociclismo.

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