Ordo Mortis il Romanzo di Salvatore Conaci

Autore romanzo Ordo Mortis

Intervista a Salvatore Conaci,

autore del romanzo Ordo Mortis

Salvatore Conaci è un giovane scrittore e appassionato studioso di esoterismo. Ha scritto per il sito internet Luoghi misteriosi e per il magazine ‘900 Letterario. Pubblica nel 2015 la raccolta di novelle Perle nere per la casa editrice Montedit. Nel 2018 esce per WritersEditor il suo primo romanzo, Ordo Mortis, un’opera dalla tetra atmosfera, ambientata in un piccolo paese calabrese popolato da personaggi enigmatici e sede di arcaici quanto pericolosi rituali.

Ordo Mortis

«[…] Guardò fuori dal finestrino. Tutti gli elementi di quel paesaggio rurale arrivavano e sparivano in un lampo. Gli alberi, i colori caldi sfumati e confusi, i casolari, sembravano violentare quel dannato vetro: arrivavano, imponevano la loro immagine su di esso, violando la sua trasparente natura e scappavano via, come per non essere riconosciuti, per non essere raggiunti da chi avrebbe potuto chiedere giustizia».

Secondo me è riduttivo definire “thriller” un romanzo complesso come Ordo Mortis. Puoi darci una definizione più adeguata del tuo ultimo libro?

È vero, il libro è più complesso: sono presenti componenti differenti, tratte da diversi ambiti. Il carattere principale è l’elemento esoterico, quindi Ordo Mortis non è un semplice thriller, ma un thriller esoterico, qualcosa di sicuramente differente. L’esoterismo è il sostrato silenzioso del mondo, e ciò dà a Ordo Mortis un respiro decisamente più ampio.

Quanto è ancora attuale il tema del potere delle sette sugli uomini? Quanto è un fenomeno anche o squisitamente italiano?

Ecco, sono felice che sia capitata questa domanda perché volevo chiarire la cosa da un po’. Per quanto mi piacerebbe, la mia non è narrativa d’accusa o d’inchiesta. Non combatto né analizzo le sette, coi miei libri: sarebbe un’offesa per i colleghi che lo fanno sul serio, se affermassi il contrario. Sarò sincero, non conosco con precisione la portata del fenomeno, e non voglio avere l’arroganza di lanciarmi in battaglie o dibattiti per i quali non ho le competenze sociologiche e psicologiche.

Qual è il messaggio principale del romanzo, e a chi lo consiglieresti maggiormente? (Non ti sto chiedendo i nomi, ma la tipologia di lettore ideale…)

Alessio è un normale professore che si trova faccia a faccia con le trame e i complotti di un ordine occulto. Il messaggio del libro è questo: per quanto assurde le vicende possano diventare, affrontale senza indietreggiare. Lo consiglio a chi crede nella forza dell’Amore (letto in chiave simbolica) e della curiositas. Ma soprattutto lo consiglio a chi non ci crede.

Possiamo considerare Alessio come una specie di tuo alter ego letterario?

Alessio è il mio alter ego letterario. È colui al quale lascio le azioni che raramente capitano nella vita di ogni giorno. È questo il miracolo della Letteratura, no?

Ti consideri una persona fragile? Chi è Salvatore Conaci quando non scrive?

Mi considero una persona fortunata. Fortuna perché fragile lo sono sul serio, ma ho il dono di affrontare, e spesso vincere, le mie fragilità. Sono testardo, mi piace averla vinta, anche e soprattutto contro me stesso.

Gli scrittori che ho avuto modo di intervistare si dividono in due categorie: quelli che scrivono assolutamente ogni giorno dell’anno e coloro che invece scrivono solo in determinati periodi, alternando grande frenesia a lunghi periodi di inattività. Tu a che schiera appartieni?

Stephen King scrive 2500 parole ogni giorno dell’anno, saltando solamente il 4 luglio. Io faccio decisamente parte della schiera opposta. Sono incostante, poco schematico, per niente metodico. Lunghi periodi di stasi si alternano con brevi e follemente produttivi periodi di duro (e notturno) lavoro. I periodi di inattività sono sempre e solo dedicati alla ricerca. Non voglio semplicemente scrivere: voglio scrivere avendo cognizione di causa su ciascuno degli argomenti che tratto.

Cosa distingue in primis un grande scrittore da uno non indimenticabile, secondo te?

La capacità di dare un’anima al testo. Un lettore che non abbia ricevuto nulla dall’autore richiude il libro e, nel migliore dei casi, lo ripone nell’angolo più anonimo della libreria, magari maledicendo i giorni dedicati alla sua lettura. Un lettore che abbia vissuto delle emozioni, invece, creerà un legame viscerale con l’opera, e magari con l’autore, o con l’idea che ha di esso. Così vengono fuori gli scrittori immortali e, di contro, quelli facilmente dimenticabili.

Ordo Mortis ha superato la quota mille copie vendute e ha ricevuto a suo tempo anche diverse ordinazioni in pre-order. Vuoi dire qualcosa al riguardo?

Sono felice. Felice ma non ancora soddisfatto. Voglio lavorare, migliorare, crescere e che i prossimi lavori siano qualcosa di indimenticabile per i miei lettori. Voglio numeri sempre maggiori, non per una banale questione economica, né per il semplice prestigio, ma perché ogni copia venduta mi parla di una persona che ha condiviso del tempo con me, e questo è semplicemente estasiante.

A cura Ilenia Gambati

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