fbpx

Calcio e gaming: un binomio indissolubile

Calcio e gaming in Pele’s Soccer: Il primo vero titolo con licenza prodotto da Atari nel 1980.

Calcio e gaming.

Il calcio è tra gli sport più conosciuti e seguiti al mondo, i videogiochi rappresentano una delle prime fonti di intrattenimento a livello globale: non è un caso che, se uniti, questi due elementi siano in grado di formare un binomio difficilmente scindibile. I primi esperimenti coincidono grossomodo con la nascita del videogame ed è necessario riportare il calendario agli anni ’70.

Esperti e addetti ai lavori vedono come primordiale il gioco del calcio, per quanto riguarda il mondo videoludico, il Football. Il collegamento, tuttavia, era solo nella denominazione poiché nella pratica si trattava di una sorta di Pong: vi era una palla che poteva entrare all’interno di due palette, simulando la porta da calcio e l’eventuale gol.

La somiglianza era però solo nel nome e per trovare un gioco che si avvicinasse davvero allo sport è stato necessario attendere il 1979, anno del debutto di NASL Soccer offerto da Kevin Miller e Mattel. Per quanto graficamente lasciasse a desiderare, quantomeno ora era presente un vero e proprio campo da calcio corredato da 22 uomini in campo. La visualizzazione, tuttavia, era di 6 per volta dal momento in cui l’inquadratura si spostava a seconda dell’inquadratura.

Pele’s Soccer: il primo vero titolo con licenza prodotto da Atari nel 1980.

È l’avvio vero e proprio del gioco del calcio: per quanto il videogame sia ancora ai livelli primordiali, il gioco tentava una replica fedele (nei limiti del possibile) delle vere sfide di calcio. Pochi anni più tardi, nel 1982, ha visto la luce una serie di videogiochi che ancora oggi, annualmente, viene prodotta: si tratta di Football Manager, con oltre un milione di copie vendute ancora nel 2022.

Prima ancora di approdare ad un gioco del calcio in grado di simulare davvero la partita, in tutti i suoi aspetti, gli addetti ai lavori hanno elaborato un gioco in cui si va ad impersonare il manager della squadra. 

Bisogna poi attendere gli anni ’90 per trovare il binomio che di fatto andrà a monopolizzare il mercato dei videogiochi legati al calcio: l’eterna sfida tra Pro Evelution Soccer (rinominato PES) e FIFA. Il primo ha come casa di produzione la Konami, il secondo l’Electonic Arts. Tra gli anni ’90 e i 2000 non si è affacciato nessun nuovo titolo sul palcoscenico mondiale ad eccezione di queste due case di produzione. È stato FIFA: “Road to World Cup 98” il primo titolo a sfoggiare una completa grafica 3D in grado di dare una modellazione completa ai giocatori e renderli così fedeli, per quanto possibili, alla realtà.

Nel corso degli anni 2000 i fan dell’una o l’altra tipologia hanno acceso dibattiti mai realmente risolti riguardo al fatto se sia meglio l’una o l’altra versione. Oggi invece il tema non sembra più essere quello di individuare il gioco migliore. Questo avviene anche perché, nel 2023, FIFA chiuderà, perdendo la licenza ufficiale che l’ha sempre distinta da PES, dove i nomi dei giocatori erano fedeli all’originale ma così non appariva per quanto riguardava l’aspetto fisico.

All’interno di FIFA, inoltre, era possibile ritrovare i nomi originali delle competizioni e delle principali squadre, così come quelli dei campionati. Gli appassionati e gli addetti ai lavori, coloro che conoscono le quote Serie A, le quote sulle squadre della Bundesliga o di Premier League e di tutti gli altri massimi tornei internazionali, conoscono bene anche l’importanza del gioco con le corrette denominazioni.

La vittoria della Champions League non rappresenta solo alzare una coppa al cielo, ogni dettaglio è importante: dalla musica di celebrazione per l’evento al nome del calciatore che è finito nel tabellino marcatori della finale. Lo stesso vale per Konami, ben lontana dal trascorrere momenti in acque calme. L’azienda nipponica cerca di implementare il proprio mercato verso l’eFootball, un ambito in cui è ancora poco presente ma che potrebbe diventare centrale nel giro di pochi anni.

L’idea sembra essere quella di dar vita ad una sorta di piattaforma free-to-play con l’intento di guadagnare attraverso le microtransazioni, ad oggi tra le principali fonti di guadagno dei colossi produttori di giochi su applicazione. Ora come ora il mondo dei videogiochi legati al calcio sembra vedere scricchiolare un monopolio che non è stato messo in discussione per 20 anni: questo potrebbe essere il momento giusto per far sì che nuove realtà arrivino e riescano ad emergere, come UFL e Goals.

Leggi anche: Dalla realtà virtuale al metaverso: cosa aspettarsi dal mondo del gaming

1 Comment

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Il Progresso Magazine Online Logo

 

Associazione culturale “THE PROGRESS 2.0”
Direzione-Redazione-Amministrazione
Via teatro Mercadante, 7
70022 Altamura (Ba)
mail: [email protected]

SEGUICI SU