Autostrade ciclabili europee: attraversano l’Italia?

Autostrade ciclabili.

Per ciò che concerne le autostrade ciclabili, l’Italia non è, purtroppo, il Paese più adatto per andare in bicicletta. Le strade principali “in e fuori città” sono ormai sottoposte alla dittatura del motore. Solo alcune strade secondarie sono idonee a viaggi e spostamenti in bici.

Certamente migliore (anche se tutt’altro che ideale) la situazione in altri Paesi europei. La Danimarca, Olanda, Svizzera e Austria hanno ottime e diffuse piste ciclabili che rendono fruibile l’utilizzo della bicicletta non solo come strumento sportivo ma anche come mezzo di trasporto in un’ottica avanzata di mobilità sostenibile.

Che cos’è la mobilità sostenibile?

Per mobilità sostenibile si intende tutta una serie di servizi e mezzi di trasporto pensati e messi a disposizione dei cittadini per ridurre il traffico, migliorare la qualità dell’aria e tagliare i consumi energetici.

Fondamentale quindi integrare i vari sistemi di trasporto, in modo che risultino interconnessi tra di loro, grazie anche al web e all’info-mobilità. Oggi è possibile scegliere tra un mezzo o l’altro in tutta semplicità in base al percorso che dobbiamo percorrere in quel dato momento. Per dimenticare o lasciare in garage l’auto privata.

Ciò a tutto vantaggio della qualità dell’aria e della salute delle persone; oltre che della loro qualità di vita fisica e psichica se si pensa allo stress determinato dal traffico cittadino.

Autostrade ciclabili in Italia.

Alcune capitali europee hanno scommesso sulla mobilità sostenibile e fra esse purtroppo non c’è la nostra. Una su tutte, Lubiana, capitale e città più popolosa della piccola Slovenia ha vinto il Mobility Week Award 2013.

autostrade ciclabili vista dall'alto.

Dal 2006 a oggi ha implementato la rete di piste ciclabili del 550 per cento. È anche la Capitale Verde 2016. Grazie al Piano per la Mobilità Sostenibile, la cittadina prevede di aumentare entro il 2015 gli spostamenti a piedi del 20%, in bicicletta del 40% e su autobus del 50%.

Al tempo stesso, prevede di ridurre il numero di spostamenti in auto. Entro il 2020 progetta di avere la mobilità così composta: un terzo da mezzi pubblici, un terzo con mezzi non motorizzati e un terzo da veicoli privati.

In Italia, solo Milano negli ultimi anni ha rivolto lo sguardo verso politiche di riduzione del traffico e dell’inquinamento anche per migliorare la rete del trasporto pubblico. In Europa un forte impulso è arrivato dalla Federazione Europea Ciclisti sin dal 1995, che ha presentato il progetto di sviluppare piste ciclabili internazionali su lunghe distanze attraverso tutta l’Europa – sia all’interno che al di fuori dell’Unione Europea.

EuroVelo (questo è il nome dato all’iniziativa) è già realtà.

Le piste proposte, per migliaia di chilometri, si basano ampiamente su piste ciclabili già esistenti o progettate, a livello locale, regionale e nazionale, nei Paesi che attraversano.

Più di 30,000 km di piste esistono già, ma EuroVelo non mira solo a creare delle piste, quanto piuttosto a collegarle in un tutt’uno pan-europeo.

Il progetto, realizzato da organizzazioni che rappresentano la maggior parte dei paesi europei, è coordinato dall’ECF, De Frie Fugle e Sustrans.

autostrade ciclabili percorse da un ciclista

EuroVelo consente all’UE di impegnarsi direttamente nella promozione dell’uso della bicicletta che, sebbene costituisca soprattutto un mezzo di trasporto locale, è l’ideale per un turismo sostenibile, sia in maniera autonoma che in connessione al trasporto pubblico.

Consente lo scambio della pratica migliore tra le regioni e offre un veicolo per il marketing a livello europeo, dal momento che la bicicletta costituisce un modo moderno e pratico di viaggiare.

Il principio guida di EuroVelo consiste nello sviluppo di una rete europea di piste ciclabili (www.bikeitalia.it/eurovelo-la-rete-cicloturistica-europea) per promuovere un passaggio dall’auto privata alla bicicletta.

Autostrade ciclabili in Puglia.

La Regione Puglia è interessata al progetto della pista EuroVelo 5 che unisce Londra con il sud dell’Italia, arrivando fino a Brindisi dopo 2900 chilometri.

È un’importante direttrice nord-sud che passa attraverso molte notevoli città nel cuore dell’Europa. Non a caso, si tratta di un percorso che in gran parte ricalca la Via Romea Francigena.

Si toccano sei stati: il Regno Unito (130 km); la Francia (145 km); il Belgio (260 km); il Lussemburgo (75 km); la Francia (340 km); la Svizzera (340 km); l’Italia (1500 km).

In particolare la Puglia è interessata dal passaggio del percorso che dalla Campania entra in Puglia dal Subappennino dauno; dopo un passaggio in Basilicata, rientra in territorio pugliese (da Gravina), per passare da Altamura, Taranto, Grottaglie e Brindisi.

Protocolli d’intesa.

Ad oggi sono stati firmati 3 protocolli d’intesa tra il ministro dei Beni Culturali e del Turismo Dario Franceschini, il ministro dei Trasporti Graziano Delrio e i rappresentanti delle 8 regioni interessate.

Per la progettazione e la realizzazione dei primi percorsi previsti sono stati assegnati per il triennio 91 milioni di euro (17 nel 2016, 37 nel 2017, 37 nel 2018).

Si intende così creare il sistema delle ciclovie turistiche nazionali, inserito nella legge di Stabilità 2016 con priorità sui 4 percorsi Ciclovia del Ven-To, del Sole, dell’Acquedotto Pugliese e del Grab – Grande Raccordo Anulare delle Biciclette.

Sono quindi finora 1.500 km le piste ciclabili che attraversano otto regioni e saranno pronte nel 2018 (ci si augura!). La Regione Puglia con delibera di giunta n. 1167 (datata 26/07/2016 pubblicata sul BUR n. 94 del 11/08/2016) ha già deliberato di approvare lo schema di protocollo di intesa tra le parti, per la realizzazione di un primo tratto del percorso ciclabile transeuropeo “EuroVelo 5” (Londra-Roma- Brindisi) tra Gravina ed Altamura (Masseria Jesce) con derivazione per Matera e percorso ciclabile Gravina—Castel del Monte.

Si auspica che questo sia l’inizio di politiche moderne e virtuose che promuovano le basi per una mobilità sostenibile anche nella nostra terra.

“il Progresso online”

Roberto Marri
Roberto Marri

Roberto Marri, classe 62, laureato in Giurisprudenza, attualmente ricopre la carica di Luogotenente dell’Arma dei Carabinieri. Ciclista per passione ama scrivere delle sue passioni , una fra tutte il ciclismo. Motto: Age quod agis!

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