Guida autonoma o automatizzata?

Il grande dilemma etico e tecnologico da superare.

Lascereste mai guidare la propria auto all’ auto stessa mentre voi al posto del conducente potete tranquillamente guardare fuori o usare il cellulare (anche se non escluderei che quest’ultima azione sia del tutto inesistente oggi! ) ? Oppure salireste mai su un taxi senza conducente? O ancora meglio andreste mai a Londra con un aereo senza pilota?

Probabilmente se non si vedesse il posto del guidatore non ci si accorgerebbe di nulla. Ma non sono cosi sicura che se le persone lo sapessero, salirebbero e si farebbero tutte trasportare. Questione di sicurezza, mancanza di fiducia o semplice paura di non avere un umano alla guida?

Molti studi stanno analizzando il tema. Ma una cosa è certa: c’è molta differenza tra guida con robot senza guidatore e guida automatizzata. La prima, allo stato dell’arte della tecnologia, è come una chimera che a molte aziende e guru del mondo tech piace sostenere. Immaginando auto-robot tutte uguali che viaggiano tutte in fila nelle citta del futuro. La seconda e’ tutta un’altra cosa. Si tratta dei sistemi per la guida autonoma. Il guidatore resta al suo posto e in determinati casi è aiutato nel suo compito, accelerando, frenando o parcheggiando.

Sulla guida automatizzata ormai moltissime aziende hanno investito e stanno tuttora investendo.  Punto di riferimento nel segmento Premium è la Mercedes- Classe E, dove ha concentrato, sulla nuova berlina, il meglio della tecnologia a disposizione. A partire dal cruise control adattativo in grado di seguire l’andamento della strada. Superare le auto più lente inserendo solamente l’indicatore di direzione. Evitando un lungo elenco di incidenti grazie a videocamere e sensori a 360 gradi.

E grazie al sistema Car-to-X (in arrivo anche su altri marchi come Audi e Bmw), la Classe E è in grado di comunicare da sola con le altre auto dotate della stessa tecnologia. Anticipando così situazioni di pericolo non visibili dal guidatore. Ma le novità più interessanti arriveranno però nel 2017. Con il debutto della nuova Audi A8, dotata della tecnologia Piloted Driving, che permette di viaggiare in tutta sicurezza su lunghi tratti autostradali senza l’intervento dell’uomo.

Tornando invece alla guida autonoma (chiamandola come prima con robot) ci sono diversi filoni di pensiero e casi di analisi. Da un certo punto di vista sembra che siamo sulla strada giusta per arrivare alla chimera citata poca fa. Ma ci sono ancora ostacoli da superare e miti da sfatare.

Da una parte c’è Elon Musk che pubblica video all’interno della sua Tesla “quasi” a guida autonoma. Promette di arrivare al 2019 mettendo sul mercato un’auto dotata del livello massimo di guida autonoma totale. Dall’ altra parte c’è Apple, che annuncia lo stop del famoso progetto Titan per la costruzione dell’auto elettrica a guida autonoma. Svanito il sogno dell’iCar, Apple ha dichiarato che al suo posto produrrà uno shuttle, sempre a guida autonoma. Questo trasporterà i suoi dipendenti Apple tra i vari posti di lavoro. E’ una sorta di progetto “ruota di scorta”, oppure ci sono motivi seri dello stop del super progetto?

Sicuramente un passo in avanti sulle tecnologie di guida autonoma si sta facendo.

Dal punto di vista puramente tecnologico, probabilmente, un auto guidata da “robot” è più performante di un auto guidata da umano. Meno errori, più attenzione e meno distrazione. Ma non si può pensare di rilasciare un progetto cosi grande in cosi poco tempo, senza superare il dilemma etico/tecnologico più grande: che decisione prenderebbe l’auto davanti ad un rischio di incidente? Cercare di salvare le altre persone fuori dall’ auto o il conducente? In entrambi i casi chi mai acquisterebbe un auto che rischierebbe di salvaguardare gli altri e non il conducente, o viceversa?

Bisognerebbe creare una campagna di marketing molto convincente e molto forte per riuscire a vendere queste auto. Finche’ non si supera questo dilemma o si trova una via di mezzo, la guida “con robot” potrebbe rimanere una chimera e mai diventare come la Fiat 500 che si vede nelle strade di adesso.

Si deve innanzitutto continuare a sviluppare e migliorare le tecnologie di guida automatizzata di adesso. Abituare sempre di più i futuri conducenti a questa nuova idea di guida totalmente autonoma. Fornendo loro man mano nuovi “aiuti” e “facilitazioni” mentre sono alla guida. Poi magari tra dieci, o vent’anni ci troveremo a lavorare, leggere, scrivere whatsapp nell’auto mentre la nostra auto stessa ci conduce al lavoro, a casa o allo stadio. Ma per il momento meglio tenere gli occhi bene aperti (e non usare il cellulare ) e se si incontra una Tesla con Elon Musk all’interno…perché non salirci?

Ilaria Giacomello
Ilaria Giacomello

PRODUCT E PROJECT MANAGER APPASSIONATA D'ARTE E TECNOLOGIA. NATA NEL 1989 A VICENZA, LAUREATA IN ECONOMIA DEL COMMERCIO INTERNAZIONALE A VERONA. DOPO UN PERIODO DI STAGE IN GERMANIA, SI E' LANCIATA (ORMAI DA 4 ANNI) NEL MONDO LAVORATIVO DELLE TELECOMUNICAZIONI E PAGAMENTI ELETTRONICI. AMA COLLEZIONARE LONELY PLANET E VIAGGIARE. ADORA PARLARE, SPERIMENTARE E SCRIVERE DI TECNOLOGIA, PER QUESTO STA SVILUPPANDO UNA PROPRIA IDEA DI BUSINESS NEL MONDO DIGITALE. MA LA PASSIONE PIU GRANDE E' LA DANZA CLASSICA, UN'ARTE CHE PER PIU DI 20 ANNI E' STATA COME UNO SFOGO, UN MONDO DI EMOZIONI E SENSAZIONI. ARTE E TECNOLOGIA, UN DUALISMO CHE CREA UN MIX DI ENERGIA PERFETTO. UN MIX CHE CERCA DI PORTARE NELLA VITA QUOTIDIANA, NEL LAVORO E NEGLI ARTICOLI CHE LEGGERETE. STAY TUNED!

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