Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino

Noi, ragazzi dello zoo di Berlino | Cult moderno

Dopo il film dell’81, arriva la serie tv su ‘Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino’, tratta da un romanzo cult

Su Amazon Prime Video, il 7 maggio è arrivata Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino. La serie tv è tratta dal romanzo di Christiane Vera Felscherinow diventato un cult. Gli otto episodi sono diretti da Philipp Kadelbach. Narrano la vicenda di diversi adolescenti che si lasciano andare alla prostituzione, all’alcol e alla droga. Gli attori sono molto giovani. Si chiamano Lena Urzendowsky, Bruno Alexander, Lea Drinda, Jeremias Meyer, Michelangelo Fortuzzi e Jana McKinnon.

I sei adolescenti protagonisti di Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino sono berlinesi ed evitano la compagnia di chi non li capisce. Hanno bisogno di trascorrere la loro vita in piena libertà, sono sovversivi e anticonvenzionali. Le loro notti ribelli trascorse a Bahnhof comunicano al pubblico l’esistenza sregolata di questi adolescenti. Si perdono nei loro vizi ed entrano in un tunnel pericolo e senza scampo. I personaggi sono rappresentati con un gusto specifico. Questo lo si vede dai loro modi di fare e dal loro abbigliamento.

Il primo personaggio che gli spettatori conoscono è quello di Christiane che, a sua volta, presenta gli altri. Tra questi c’è Dijan, un personaggio enigmatico. Grazie alla durata degli episodi, si può conoscere la storia di ogni protagonista. Sono analizzate le problematiche dell’intero gruppo. Sono anche esplorate le ragioni per cui i protagonisti fanno uso di eroina. Christiane, per esempio, se la deve vedere con la sua famiglia assente. Questo la porta a frequentare gli altri ragazzi. Poi c’è Babsi, una ragazza ricca, traumatizzata da un episodio accaduto al padre.

Sei adolescenti nati a Berlino si perdono nei vizi per scappare dalle loro brutte situazioni familiari

Michi, per esempio, frequenta già il mondo della droga di Berlino. Anche Axel fa uso di eroina già da tempo. Ha una forte intesa con Christiane. E ancora, Benno, un ragazzo molto dolce. Imboccherà la strada della prostituzione per prendersi cura del suo cane Easy. Infine, Stella, una ragazza che scappa dal compito di occuparsi delle sorelle e dalla mamma alcolizzata. La prima puntata di Noi, ragazzi dello zoo di Berlino è una vera e propria celebrazione di David Bowie.

La grande rockstar, diventata simbolo della provocazione di quel periodo. Guardando l’episodio, lo spettatore può rivivere due delle canzoni più famose di Bowie: Rebel Rebel e Starman. Attraverso il cantante, la serie tv si collega al film del 1981, girato dal regista tedesco Uli Edel. Nella pellicola, infatti, c’era anche David Bowie che, oltre a interpretare se stesso, ha creato anche la colonna sonora dell’opera. La nota canzone Heroes, per esempio, è diventata l’emblema del film.

Nella serie Noi, ragazzi dello zoo di Berlino, anche gli adulti hanno un grande spazio. I loro comportamenti, infatti, hanno un ruolo molto importante per l’intera evoluzione della storia. Sono presenti i genitori di Christiane, che stanno attraversando un brutto periodo riguardo al loro matrimonio. Lo spettatore, quindi, capisce che la figlia ha la necessità di scappare da loro. Il motivo è proprio questa crisi matrimoniale che li allontana dalla ragazza. Con l’entrata in scena di Dijan, arriva anche una componente thriller.

La storia è diventata un cult, ma è ancora molto moderno, contemporaneo

Si tratta di un dj del Sound, che si occupa di prostituzione minorile. Sembra, infatti, che sarà Dijan a introdurre il gruppo nel proprio mondo. Con Babsi, infatti, inizierà ad avere un rapporto. Non si può tralasciare la dedizione con cui sono stati rappresentati i particolari dell’ambiente di Berlino tipici degli anni ’70. L’intera storia ha come base Zoologischer Bahnof, la famosa fermata della U Bahn, vicino allo zoo. L’interpretazione degli attori, la colonna sonora, la scenografia e i costumi fanno entrare il pubblico nel clima di quel periodo.

Molte sequenze di Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino sono crude. Hanno il pregio di analizzare in profondità i disagi e le difficoltà dei protagonisti. Philipp Kadelbach, quindi, è bravissimo nel rappresentare con realismo l’esistenza complicata e colma di problemi degli adolescenti berlinesi di quel periodo. La serie tv si è concentrata nel target young adult. In questo modo, tutti i ragazzi si possono avvicinare a una storia cult degli anni ’70, ma ancora molto attuale.

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Renata Candioto

Roma

Diplomata in sceneggiatura alla Roma Film Academy (ex Nuct) di Cinecittà a Roma, ama il cinema e il teatro. Le piace definirsi scrittrice, forse perché adora la letteratura e scrive da quando è ragazzina. È curiosa del mondo che le circonda e si lascia guidare dalle sue emozioni. La sua filosofia è "La vita è uguale a una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita".

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