Prepper | L’essere umano si prepara a sopravvivere

Prepper

L’uomo si prepara ad adattarsi all’ambiente e a sopravvivere

Hanno atteso pazientemente per anni, sono stati derisi dai loro familiari, dagli amici e dai colleghi e ora gustano la loro rivincita sul resto dell’umanità.

Ma chi sono i preppers (dall’inglese “to Prepare”)? Sono persone che vivono la loro vita attendendo l’arrivo di una catastrofe.

E questo incide, sicuramente, sul loro modo di comportarsi.

“Si tratta di un singolo individuo (o più) che, in normali condizioni, si prepara in anticipo a un possibile cambiamento radicale dello scenario circostante adottando uno stile di vita che gli permetta di adattarsi all’ambiente e sopravvivere, senza fare affidamento su altre persone”

Questa è la definizione su italiapreppers.blogspot.

Ci troviamo di fronte ad un fenomeno mondiale che ha avuto origine nei paesi Nord europei, in particolare in Norvegia e Finlandia, e che ha trovato la maggior parte dei suoi proseliti soprattutto negli USA.

Negli Stati Uniti rappresenta un vero e proprio stile di vita e non solo un hobby.

Ci sono intere comunità, coppie e famiglie che si preparano al Doomsday, il Giorno del Giudizio. E i prepper alimentano un vero e proprio business: bunker, case blindate, armi, attrezzature, corsi di sopravvivenza, alimenti speciali ed ancora tanti altri articoli.

Anche in Italia i prepper sono decine di migliaia.

Nelle loro case non manca mai un kit da sopravvivenza per fuggire all’aperto e cibo liofilizzato o in scatola per resistere anche un mese senza acquistare alimenti. A qualcuno sarà capitato di vederli accampati in montagna d’estate.

Alcuni di loro hanno frequentato i corsi di sopravvivenza tanto in voga negli anni Ottanta. Altri si divertono con il Softair o Air Soft, come è chiamato nei paesi anglofoni, ovvero una simulazione di azioni militari non violente.

Ma la maggior parte dei Prepper è dormiente.

Apparentemente vivono come tutti noi, ma sono pronti, invece, ad affrontare ogni tipo di catastrofe.

E i disastri, come si legge sul sito prepper.it, possono essere di diversi tipi: “Disastri naturali come terremoti, alluvioni, eruzioni vulcaniche; disastri ecologici che portano alla scomparsa degli esseri viventi; disastri economici, politici o sociali come terrorismo, crack finanziari, rivoluzioni e guerre; oppure disastri medico-sanitari, come epidemie e pandemie”. Pandemie come il coronavirus che affligge adesso tutto il mondo.

Molto frequentati in questi giorni sono i siti e blog dei prepper, intasati dalle richieste di gente che chiede cosa comprare e come comportarsi per fronteggiare la terribile pandemia.

Esiste anche una pubblicazione che è considerata la bibbia dei prepper italiani: “Prepping. Come prepararsi alle catastrofi metropolitane”, libro scritto da Enzo Maolucci e Alberto Salza, pubblicato da Hoepli nel 2016.

Ma  ‘Prepparsi’ non significa temere un’apocalisse nucleare o l’arrivo degli zombie, significa acquisire la consapevolezza del fatto che viviamo all’interno di un sistema socio-economico che è in realtà molto più fragile di quello che crediamo.

Online possiamo trovare consigli un po’ su tutto.

Cosa deve contenere lo zaino del prepper perfetto?

Sicuramente un pannello solare richiudibile, fornelli a gas con cartucce, borraccia filtrante per l’acqua, kit di primo soccorso. 

Ma si può imparare anche come realizzare una lampada a olio partendo da una semplice scatoletta di tonno, oppure  come razionare gli alimenti seguendo i modelli più avanzati degli eserciti.

Razioni K o MRE

Per intenderci le famose Razioni K o MRE (meal ready to eat), il pasto militare giornaliero introdotto negli Stati Uniti d’America nel 1942 nel corso della seconda guerra mondiale.

Più semplicemente è possibile acquistare su  Amazon, per la modica somma di 225 euro, pacchi di cibo di emergenza a lungo termine per “esterni” e “situazioni di crisi”. E che dire dei beveroni ultraproteici per sopravvivere per settimane senza assumere vero cibo. Ma addentriamoci un po’ nella terminologia del Prepper.

SHTF

SHTF – Shit Hit The Fan: la traduzione letterale è un po’ forte (quando “la mer*a colpisce il ventilatore“). Il significato si riferisce ad un accadimento che compromette  l’ambiente in cui viviamo, senza che vi siano distinzioni di classe sociale, religione o altro.

E’ un termine usato molto genericamente da tutti i prepper e indica l’evento più grave che possa accadere.

TEOTWAWKI

TEOTWAWKI – The End Of The World As We Know It: La fine del mondo per come lo conosciamo.

In questo caso ci troviamo di fronte ad un evento catastrofico capace di influenzare negativamente il nostro modo di vivere. Si tratta di un evento su scala globale, capace di modificare e rivoluzionare profondamente il modello sociale, politico e economico alla base delle nostre esistenze. Questo tipo di evento si trova all’apice della piramide della pericolosità.

EROL

EROL – Excessive Rule Of Law: impiego eccessivo di legge. Potremmo dire una sorta di legge marziale. Può accadere che, se si verificano determinate situazioni, lo Stato risponda con un eccessivo rigore, esercitando anche uno stretto controllo sulla popolazione.

Un po’ come quello che sta accadendo oggi con le misure previste per il contrasto della infezione da coronavirus.

WROL

WROL – Without Rule Of Law: senza regole di legge. E’ il contrario dell’EROL.

Se si verifica le autorità si disintegrano, la società perde ogni riferimento legislativo e si potrebbe arrivare all’anarchia totale. Pur essendo molto difficile che si verifichi, in Argentina, durante la crisi economica, si è arrivati molto vicino al verificarsi di questo scenario.

Everyday Carry

Everyday Carry o E.D.C: è la prima strategia di preparazione del prepper. Il significato letterale è “tutto ciò che porto quotidianamente con me”.

Niente di particolarmente ingombrante. Solo qualche qualche piccolo strumento che può tornare utile quali una torcia a bottone, un multitool e un pacco batterie per ricaricare il telefono cellulare. Non sono previsti kit di sopravvivenza.

Bug-Out Bag

Bug-Out Bag o B.O.B: si tratta dello zaino “prendi-e-scappa”.

Deve contenere il necessario per trascorrere i primi 3 giorni dall’evento critico in completa autonomia. E’ diventato il simbolo del prepping, l’oggetto che identifica e su cui si basa maggiormente la strategia di prevenzione.

Bug-Out Vehicle

Bug-Out Vehicle o B.O.V: è l’estensione della Bug-out Bag.

Bug-Out Location

Bug-Out Location o B.O.L: è il must della preparazione. Rappresenta il “rifugio”.

Deve essere scelto con la massima cura in quanto rappresenta il luogo dove in caso di pericolo si può trovare tutto l’occorrente per superare l’emergenza senza particolari problemi.

I prepper organizzano dei veri e propri piani di fuga per raggiungere la propria BOL nel minor tempo possibile, quando si iniziano a manifestarsi le prime avvisaglie di eventi critici o emergenze.

Bugging-in

Bugging-in significa letteralmente, barricarsi in casa.

E’ la strategia più adottata in quanto nella propria abitazione si può disporre di molte risorse e si può allestire una vera e propria zona sicura. Si possono accumulare un po’ di alimenti e acqua, avere scorte energetiche come delle batterie o un piccolo generatore, rinforzare gli infissi e avere un portone blindato. 

Tutto ciò rappresenta già un buon punto di partenza per allestire una zona sicura, anti-intrusione, dove restare al sicuro.

Bugging-out

E’ il contrario del bugging-in. Se non è possibile barricarsi in casa, per esempio a causa di un terremoto o di un’alluvione, si fugge dalla propria abitazione. Sicuramente è una strategia che nasconde molti pericoli e necessita di una preparazione non indifferente.

In ogni caso, anche in questo caso, la maggior parte dei prepper, hanno un luogo sicuro da raggiungere, ovvero un piano B.

Ebbene, sui siti dei prepper ci sono speciali dedicati anche al coronavirus con tutti i consigli da seguire e la situazione in tempo reale. E non solo. C’è anche una parte ludica costituiti da libri e film.

Pellicole come Zeitgeist, World War Z e Contagion, film quest’ultimo che ben si adatta all’odierna emergenza. E non manca neanche il merchandising per soddisfare le esigenze dei prepper più alla moda.

Per pochi euro si possono acquistare delle simpatiche T-Shirt: I hate being sexy but I’am a prepper. Perfetta da indossare quando finalmente potremo tornare alla normalità della nostra vita quotidiana.

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Maria Teresa De luca

Laureata in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari con indirizzo Economico Internazionalistico e abilitata all'esercizio della professione di avvocato dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione e alle Magistrature Superiori. Si occupa da più di venti anni di diritto civile in generale, con particolare predilezione per il diritto bancario, il recupero crediti, le procedure esecutive e il diritto di famiglia. Attualmente svolge, oltre alla professione di avvocato, anche la funzione di Media - Conciliatore presso l'Ordine degli Avvocati di Taranto e di Custode delegato alle vendite immobiliari presso il Tribunale di Taranto. In passato ha svolto le funzioni di Vice Procuratore Onorario presso la Pretura Circondariale di Taranto e ha avuto l'incarico di legale esterno del Banco di Napoli S.p.A. - Filiale di Taranto. Autrice di volumi e contributi su riviste giuridiche e portali on line.

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