Quattro matrimoni e un funerale | la serie televisiva

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Quando Quattro matrimoni e un funerale uscì in sala, nessuno si sarebbe potuto immaginare un successo tale da meritare due nomination agli Oscar. E invece, nel 1994 nasceva una pellicola destinata a cambiare per sempre il genere della commedia romantica.

Al suono di Chapel of Love di Elton John e Love is All Around dei Wet Wet Wet, Hugh Grant diventava un idolo per le adolescenti dell’epoca e le scene dei baci rubati sotto la pioggia entravano a far parte della cultura popolare.

Inevitabile che, prima o poi, il celebre film venisse riproposto nelle vesti di una serie televisiva, un format ideale per i contenuti rosa. A prendersi tale responsabilità è stata la piattaforma Hulu il 31 luglio scorso. Tuttavia, il tanto atteso rifacimento di Quattro Matrimoni e un Funerale non ha soddisfatto appieno gli spettatori.

Un nuovo format, tematiche già viste

Bisogna premettere che la serie tv non è una copia esatta del film, ma si propone come opera originale e autonoma. Tuttavia, sono molti gli aspetti che accomunano i due format, a partire ovviamente dai quattro matrimoni e dal funerale che scandiscono il tempo all’interno dei dieci episodi.

In entrambi i casi, la storia racconta le vicende amorose di un gruppo di amici nel pittoresco quartiere londinese di Notting Hill. Tutti gli stereotipi tipici delle commedie romantiche, che hanno contraddistinto anche Quattro Matrimoni e un Funerale, sono tutti ben presenti: c’è chi è innamorato della sua migliore amica ma non ha il coraggio di dichiararsi, c’è chi nel bel mezzo della cerimonia nuziale cambia idea e fugge davanti all’altare. Non manca nemmeno un bacio rubato sotto la pioggia battente. 

La serie televisiva gioca con il genere della commedia romantica, ironizzando sulla famosa scena dei cartelloni di Love Actually (ormai divenuta un cult) e sul programma televisivo britannico Love Island (simile all’italiano Temptation Island).

In mezzo a questo miscuglio di romanticismo visto e rivisto, si sono proposte anche tematiche più moderne e serie. Tra queste, la passione politica della protagonista Maya (Nathalie Emmanuel), i rapporti d’amore interculturali e il matrimonio combinato nella religione islamica.

Un risultato non soddisfacente

Purtroppo, il risultato non convince completamente la critica. Uno dei motivi riguarda l’inevitabile confronto che si viene a creare con il film: un confronto che la serie fatica a reggere. 

Quattro matrimoni e un funerale era una pellicola leggera, ma capace di ridicolizzare con grande acume le regole preimpostate tipiche della cultura europea. Il matrimonio come scelta obbligata, il tradimento e la pochezza di sentimenti venivano presi di mira scena dopo scena, in modo estremamente elegante e coerente. L’amore omosessuale e il tema del lutto hanno conferito una raffinatezza unica a questo film, contribuendo senza alcun dubbio al suo incredibile successo.

Tutto questo manca nella serie televisiva, che si accontenta di riprendere uno stereotipo romantico sempre piacevole, ma senza alcuna ironia e vivacità. Le grandi problematiche vengono toccate di sfuggita, impedendo ai personaggi di trovare la propria ragione d’essere.

Si pensi a Kash (Nikesh Patel): in lui convivono la tradizione musulmana e la frenesia del ragazzo londinese tipico. Si tratta di un contrasto moderno e attuale, che sarebbe stato molto interessante contemplare con più calma all’interno della story-line.

La cerimonia funebre non diventa un pretesto di riflessione come accadeva nel film. Al contrario, il dolore viene superato in una manciata di minuti, quasi la morte venisse considerata una parte poco rilevante della vicenda. Forse a indicare che nell’amore degli anni Duemila non c’è spazio per la sofferenza e il lutto? 

Per concludere, Quattro matrimoni e un funerale è una serie molto piacevole, che scorre serena tra le dinamiche standardizzate della commedia romantica. Chi cerca, però, uno scarto rispetto al film ne rimarrà sicuramente deluso.

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Sara Signorini
Sara Signorini

Classe 1994, si è laureata in Filologia Moderna presso l'Università degli studi di Padova e oggi si aggira tra letteratura e giornalismo alla ricerca di idee e percorsi creativi. Scrive di cinema, che considera non solo una grande passione, ma anche un metodo infallibile per osservare la società attuale con spirito critico e ironia.

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