Jeff Bezos vs Mohammed Bin Salman | Intrigo internazionale

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 Jeff Bezos vs Mohammed bin Salman

Un vero e proprio intrigo internazionale quello che vede protagonisti da un lato Jeff Bezos, ideatore, Amministratore Delegato e principale azionista di Amazon, la piattaforma di e-commerce più utilizzata al mondo, e dall’altro il principe saudita Mohammed bin Salman.

Persino l’Onu si è interessata al caso. Ha chiesto che venga  avviata un’indagine per appurare se vi siano responsabilità saudite nell’hacheraggio del telefono cellulare del proprietario di Amazon.

E’ stato il quotidiano britannico The Guardian a rivelare la vicenda.

Sembra che lo smartphone di Jeff Bezos, l’uomo più ricco del mondo, sia stato hackerato attraverso un messaggio WhatsApp inviato da una utenza in uso al principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman e contenente un video.

I periti incaricati da Bezos ritengono che sia altamente probabile che nel messaggio inviato fosse nascosto uno spyware in grado di sottrarre una elevata quantità di dati.

L’attacco informatico contro Jeff Bezos, che è proprietario, oltre che di Amazon anche del quotidiano Washington Post per il quale lavorava anche il giornalista Jamal Khashoggi, è avvenuto nel 2018, cinque mesi prima della morte del giornalista.

La vicenda

Jeff Bezos riceve il 1° maggio 2018 un video dall’account WhatsApp di Mohammed bin Salman.

Al messaggio è seguito un incontro tra i due in California. Secondo i periti incaricati da Bezos, attraverso il messaggio è stato hackerato il telefono cellulare dell’imprenditore statunitense.

La società FTI Consulting, mediante un’analisi forense digitale sul telefono di Jeff Bezos, che è stata integralmente riportata dal Financial Time, ha accertato che il video ricevuto avrebbe infettato il cellulare con  lo spyware Pegasus, venduto ai sauditi dall’israeliana NSO, approfittando di una vulnerabilità di WhatsApp.

L’affaire Khashoggi

Jamal Khashoggi, giornalista saudita auto esiliatosi negli Usa dal 2017 dopo la critica di alcune decisioni del principe Mohammed bin Salman, scompare misteriosamente nell’ottobre del 2018.

La scomparsa del giornalista avviene dopo che questi è entrato nel consolato dell’Arabia Saudita a Istanbul, in Turchia. Cinque persone vengono condannate a morte a Riad per l’omicidio del giornalista, il 23 dicembre del 2019.

 

Le autorità definiscono l’omicidio di Khashoggi un’operazione non autorizzata. Ma la CIA, avvia un’inchiesta interna e Mohammed bin Salman viene definito il vero mandante dell’assassinio.

 

Il responsabile della sicurezza di Jeff Bezos, Gavin de Beaker, solo alcuni mesi prima accusa l’Arabia Saudita, di voler ricattare l’imprenditore, poiché il Washington Post, testata di proprietà di quest’ultimo, pubblica una serie di articoli critici e avvia inchieste sulla morte di Khashoggi.

Il divorzio di Bezos

Il National Enquirer, tabloid americano, nel gennaio del 2019 rivela che Bezos ha una relazione extra coniugale.

Il giornale pubblica una serie di scoop, con i quali rende noti i messaggi e i selfie privati dell’imprenditore, che secondo quanto riferito dalla testata, sono stati sottratti dal fratello della sua amante.

A seguito delle rivelazioni la moglie di Jeff Bezos, MacKenzie, chiede il divorzio e ottiene il 25% del pacchetto azionario di famiglia, che rappresenta il 4% delle azioni di Amazon e che ne fanno, secondo Forbes, la terza donna più ricca del mondo.

L’indagine dei periti di Bezos nei confronti di Mohammed bin Salman inizia proprio da questo episodio.

Jeff Bezos, in quest’ occasione, denuncia le pressioni ricevute dall’editore dell’Enquirer, David Pecker, mettendo in evidenza la vicinanza di questi con il presidente Trump e con alcuni finanziatori della casa reale saudita.

LA DOMANDA DELL’ONU…

La relatrice speciale dell’Onu sulle esecuzioni extragiudiziali e sommarie, Agnes Callamard, e il relatore sulla libertà di espressione, David Kaye, hanno manifestato una grande preoccupazione per le informazioni ricevute  sul probabile coinvolgimento di Mohammed bin Salman per influenzare e silenziare il Washington Post sull’Arabia Saudita per ciò che riguarda l’omicidio di Khashoggi.

E LA RISPOSTA DELL’ARABIA SAUDITA

E l’ambasciata saudita a Washington sceglie Twitter per respingere le accuse e chiede che venga avviata un’indagine sul possibile coinvolgimento del paese arabo per chiarire la vicenda.

Ma questo non è che l’ennesimo scandalo che coinvolge la famiglia reale saudita, e in particolare Mohammed bin Salman, l’erede al trono.

Quest’ultimo sta tentando di coinvolgere imprese occidentali e grandi società digitali nella sua Vision 2030, il piano di sviluppo socio-economico approvato dal Consiglio dei Ministri del Regno saudita, il 25 aprile 2016 e nel futuristico progetto Neom, ovvero la costruzione della smart city dell’Arabia Saudita 33 volte più estesa di New York, il più costoso e ambizioso progetto nell’intero panorama di ammodernamento saudita.

L’Arabia Saudita e il G20

Quest’anno l‘Arabia Saudita avrà la possibilità di attrarre su di sè gli occhi dell’occidente.

Nel 2020 è infatti Riyadh a detenere la presidenza di turno e ad organizzare il G20.

“On behalf of the people of the Kingdom of Saudi Arabia, it is my pleasure to welcome you as the Kingdom assumes the 2020 G20 Presidency and announce to the world our pursuit to create a cooperative environment for the G20 to introduce policies and initiatives that will fulfill the hopes of the people of the world.”

Certamente l’Arabia Saudita sente il fiato sul collo della comunità internazionale sia per l’affaire Khashoggi che per le ripetute violazioni dei diritti umani.

In recente intervento al Parlamento Europeo Adel al-Jubeir, dal 27 dicembre 2018 ministro di Stato per gli affari esteri dell’Arabia Saudita, ha sottolineato ai deputati presenti che nel suo paese esiste una “magistratura indipendente” e declinato la necessità di “ulteriori lezioni da parte degli occidentali”.

“Recent media reports that suggest the Kingdom is behind a hacking of Mr. Jeff Bezos’ phone are absurd. We call for an investigation on these claims so that we can have all the facts out.

 (twitter 22.1.2020 @SaudyEmbassyUsa)

Jeff Bezos ha twittato una foto in cui presenzia alla cerimonia che celebra l’anniversario della morte del giornalista Jamal Khashoggi.

Il tweet è una risposta a quello postato dall’Ambasciata Saudita degli USA.

Nella foto Jeff Bezos è al fianco della fidanzata di Khashoggi, Hatice Cengiz, mentre posano le loro mani sulla lapide in memoria del giornalista che si trova fuori dal Consolato Saudita a Istanbul dove il giornalista fu torturato e ucciso.

La foto è stata realizzata il 2 ottobre 2019, in occasione del primo anniversario dalla morte di Khashoggi.

Jeff Bezos posta una sola didascalia con la foto: ‘#Jamal’.

 

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Maria Teresa De luca

Laureata in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Bari con indirizzo Economico Internazionalistico e abilitata all'esercizio della professione di avvocato dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione e alle Magistrature Superiori. Si occupa da più di venti anni di diritto civile in generale, con particolare predilezione per il diritto bancario, il recupero crediti, le procedure esecutive e il diritto di famiglia. Attualmente svolge, oltre alla professione di avvocato, anche la funzione di Media - Conciliatore presso l'Ordine degli Avvocati di Taranto e di Custode delegato alle vendite immobiliari presso il Tribunale di Taranto. In passato ha svolto le funzioni di Vice Procuratore Onorario presso la Pretura Circondariale di Taranto e ha avuto l'incarico di legale esterno del Banco di Napoli S.p.A. - Filiale di Taranto. Autrice di volumi e contributi su riviste giuridiche e portali on line.

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