gender zoomer | verso la fluidità

Questioni di gender

Le questioni di genere non sono un argomento degli ultimi anni. Le rivendicazioni femministe degli anni Settanta, infatti, hanno apportato enormi cambiamenti alla società, fino ad arrivare ad oggi.

In una ricognizione veloce di quelle che sono state le rivoluzioni femministe, esse si potrebbero raggruppare in tre grandi blocchi: inizialmente c’è stato il femminismo “della parità”, quando le donne hanno rivendicato la parità dei diritti con gli uomini, come per esempio, la conquista del diritto di voto o del diritto allo studio.

Successivamente hanno puntato al femminismo “della differenza”, ammettendo che tra uomini e donne vi è una differenza biologica che si tramuta, quindi, in differenza di pensiero, di azione, di decisione. Le donne rivendicavano il diritto a decidere cosa fare del proprio corpo e della propria vita nel totale rispetto della differenza biologica che le contraddistingueva dagli uomini.

Un esempio fra tutti è stato, ad esempio, il diritto all’aborto, perché sono le donne che di fatto esercitano biologicamente il diritto ad una maternità spesso indesiderata, non voluta, non conforme al desiderio della donna di auto-realizzarsi diversamente, anche oltre la dimensione di madre e di moglie.

Con il passare degli anni, però, sono venute alla luce altre esigenze. Così persone che fino ad allora erano rimaste nell’ombra, come omosessuali, bisessuali, pansessuali e transessuali, hanno giustamente iniziato a rivendicare i loro diritti in ambito sociale. È nato così il cosiddetto femminismo “delle differenze”: tutto ciò avveniva a cavallo tra gli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso e questa tendenza di pensiero ha impresso definitivamente un enorme cambiamento.

Ma le differenze non si possono spiegare sul piano biologico, perché lì i generi sono sempre due, come anche in natura.


E dunque? Quale è l’approccio?


Chiaramente linguistico, il vero grande strumento dell’essere umano. Il linguaggio cambia il mondo e dovremmo sempre ricordare che i limiti del linguaggio sono i limiti del mondo.

Se, quindi, nel linguaggio comune si ammettono “altri” generi oltre a quello maschile e femminile, posso ammettere il riconoscimento di tante altre persone che non siano semplicemente maschili e femminili, ma che sfondino il confine del genere cercando di affermare un’identità che va oltre il mero riconoscimento biologico.

Chi appartiene alla generazione X divide nettamente uomo e donna, fatta sempre salva un’eccezione. Nella generazione X la differenza tra uomo e donna è ancora molto sentita, anche su una possibile e paradossale disparità dei diritti. Ma dai millennial in poi, arrivando quindi agli zoomer, il genere sessuale e la sua determinazione ha subito una sempre più accentuata “fluidificazione”.


gender zoomer


Gli zoomer si preoccupano poco del loro sesso biologico e fluidificano moltissimo i loro comportamenti di genere. La netta differenza tra maschi e femmine scompare, per fare spazio all’individuo e il suo senso di appartenenza ad una collettività fatta di relazioni.

Negli zoomer si accentua molto di più la necessità di esprimere la propria individualità, tenendo ben presente che il rispetto per l’individualità dell’altro è assolutamente fondamentale e imprescindibile.

Il sesso biologico, quindi, rimane anche perché è una caratteristica inestinguibile di un essere umano, ma socialmente la disparità di genere tra uomo e donna scompare quasi del tutto, lasciando spazio ad una libera espressione del sé che tiene conto anche della libera espressione dell’altro.

Gli zoomer hanno molta meno paura a dimostrare le proprie fragilità o il proprio temperamento e non importa che siano maschi e femmine: il loro modo di essere è assolutamente unico.

Ma come esprimono il proprio orientamento di genere? E che cosa significa puntate alla fluidità?

Ne parleremo nel prossimo articolo.

STAY TUNED STAY ZOOMER

Leggi anche: zoomer: la generazione dei nativi digitali

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Antonella D'Eri Viesti

classe 1990, millennial. dopo una laurea in lettere e un dottorato in filosofia e teoria dei linguaggi comprendi di non avere dei titoli, ma solo degli strumenti. l'obiettivo? usarli come chiave di lettura per un mondo in costante evoluzione. siamo intessuti di lingue e linguaggi e i limiti della nostra vita sono i limiti dei linguaggi che usiamo per comprenderla; allargare quei linguaggi significa allargare i nostri confini. don't worry about yourself. be yourself.

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